MOMENTI DI INCERTEZZA? COME USCIRNE

    Quando lavoravo per un grande ente di formazione le mie giornate erano cadenzate dagli orari di ufficio, le pause caffè, le chiacchere con i colleghi il viaggio di ritorno ufficio casa, che per alcuni giorni della settimana si intervallavano da un aperitivo con amici. Il lavoro stesso corrispondeva con i miei studi e godevo di un ottimo rapporto con i clienti. Quel ritmo di vita mi ha reso molto sicura di me, mi ha fornito strumenti di gestione delle mie attività, dopo la laurea e un lavoro itinerante per l’Italia quel periodo mi ha dato una certa regola. Ecco a un certo punto di fronte a questa apparente normalità mi sentivo infinitamente insoddisfatta, e mi sono ritrovata a fare il percorso casa ufficio in macchina stando ferma a un semaforo piangendo disperatamente, quel momento di sconforto mi ha dato la spinta per guardarmi intorno e cercare qualcosa di diverso. In poco tempo ho trovato una nuova opportunità e sono entrata in contatto con un ambiente totalmente diverso da quello che conoscevo e nel quale però mi sentivo ogni giorno un pesce fuor d’acqua. Potete pensare a quello che mi passava per la mente, come mi sentivo visto che quel cambiamento ero stata io a volerlo a cercarlo, per ottenere cosa? Un senso di insicurezza mai provato. Da quel momento è iniziato il periodo piu’ turbolento, complicato e ricco di insegnamenti della mia vita.

    So che in molti di voi forse si stanno sentendo come mi sentivo io anche se il contesto oggi è completamento diverso, in questi anni (dopo aver ritrovato la mia strada) ho aiutato diverse persone nella condizione di cambiamenti importanti. Una mia coachee, arrivata in Germania dove il marito aveva trovato una buonissima opportunità di lavoro, ha dovuto ricostruire da 0 il suo percorso dopo una carriera accademica molto lunga costruita in Italia, e anche lei si sentiva impreparata e ancora impotente nel gestire un sistema di vita e una realtà completamente nuova.

    Il nostro cervello riporta le nostre esperienze a schemi conosciuti quando ciò non accade proviamo un momento di spaesamento che può portare diverse emozioni come: paura, ansia, senso di inadeguatezza.

    In questi momenti i pensieri possono diventare ricorrenti e rimanere legati al problema. L’energia che impieghiamo per trovare una soluzione è la stessa che ci impedisce di trovarla. Quindi una delle prime cose da fare è alleggerirsi un po’ con meditazioni, la mindfullness, o qualsiasi altra forma di rilassamento.

    Considerare cosa davvero ci preoccupa, iniziare a portarlo fuori potendone parlare liberamente con qualcuno, scrivendo intere pagine di ciò che potrebbe accadere e scrivere eventuali azioni da fare, questo può diventare un altro passo importante per sentirci piu’ attivi e padroni della situazione.

    In alcuni casi quando i pensieri sembrano davvero non lasciarci possiamo scrivere gli scenari piu’ nefasti di quella situazione. Questo non serve per togliere energia, ma solamente per realizzare che nessun problema è così grave da portare a conseguenze nefaste per cui questo esercizio può diventare anche divertente.

    Con un buon lavoro si può iniziare mettere in relazione i propri bisogni piu’ profondi con le opportunità esterne, e analizzare e definire al meglio i nostri obiettivi.

    Possiamo esaminare gli aspetti della nostra vita che possiamo influenzare per passare alla progettazione di un piano di azione con le tempistiche per ogni micro-obiettivo. Si possono stabilire le persone coinvolte in questo progetto per poter delegare a familiari o gruppo di appartenenza i propri goal, in modo da ottenere i risultati sperati con il coinvolgimento e la partecipazione delle persone che ci sono vicine.

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