L’ASCOLTO un ingrediente per le buone relazioni

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    Come ti relazioni con gli altri quando si tratta di ascolto?

    L’ascolto è considerata una competenza chiave in ambito relazionale, dal lavoro dei manager, ai rapporti tra genitori e figli, così come in ambito scolastico, l’ascolto è un elemento fondamentale per stabilire rapporti umani di qualità.

    Come ci sentiamo quando qualcuno dimostra di ascoltarci? Al contrario: che emozioni proviamo quando non veniamo ascoltati?

    L’ascolto può essere di diverso tipo, per esempio, noi stessi possiamo sperimentare le nostre modalità di ascolto per iniziare a riflettere sull’effetto che queste modalità hanno sugli altri: nella conversazione possiamo porci con un ascolto cosmetico nel momento in cui sembra, che io ascolti, in realtà la mia mente è altrove; ascolto conversazionale, mi coinvolgo nella conversazione ascoltando, parlando, pensando (a volte anche ad altro); ascolto attivo: il mio focus è su quello che stai dicendo, faccio attenzione registro i dati; ascolto globale ascolto con tutti i sensi il mio focus è su di te, e riesco a percepire il senso della persona che sei.

    Molto spesso nelle conversazioni si intromette il giudizio che non permette un ascolto efficace e globale dell’altro. Quando interviene il giudizio, questo distorce la nostra capacità di ascolto ed è come se due versioni della realtà finissero per contrapporsi.

    L’ascolto in assenza di giudizio ci permette di ascoltare veramente una persona e ciò significa offrire un’attenzione dedicata, in qualsiasi forma la comunicazione avvenga – attraverso le parole, i gesti, la postura, il silenzio…- in modo tale da coglierne tutta la ricchezza. Ascoltare in questo modo coinvolge non solo l’udito ma anche tutti i nostri sensi.

    Come possiamo migliorare la nostra capacità di ascolto?

    In una società caratterizzata sempre più da velocità, rumore e iperconnessione che paradossalmente allontana, sembra davvero difficile ascoltare davvero il nostro interlocutore. Thomas Gordon, psicologo statunitense che si è occupato di comunicazione efficace, evidenzia come l’ascolto attivo favorisca la comunicazione e il miglioramento delle relazioni.

    L’ascolto attivo è una tecnica di comunicazione di tipo assertivo, basato sull’accettazione e l’empatia, utile non solo a promuovere la capacità di esprimere in modo corretto ed efficace le proprie emozioni o argomentazioni, ma anche a saper ascoltare e percepire le ragioni e i sentimenti degli altri, stabilendo quel contatto autentico che può diventare base per relazioni arricchenti ed efficaci.

    Come posso predispormi per un maggior ascolto?

    In che modo mi relaziono a idee, opinioni, pensieri, molto differenti dai miei?

    In che modo mi preparo ad ascoltare le emozioni dell’altro?

    In che modo uso il mio linguaggio non verbale per predispormi all’ascolto?

    Di seguito alcuni suggerimenti per migliorare la propria capacità di ascolto:

    Parafrasare. Si tratta di una modalità di intervento che non interpreta le parole dette dall’altro, ma riflette quanto detto senza modificare la costruzione del discorso o il contenuto emotivo espresso. Ad esempio “mi stai dicendo che…”, “se ho ben capito ti sei sentito…” utilizzando poi le stesse parole dell’interlocutore.

    Non giudizio e accettazione del pensiero altrui. Non è necessario che le idee di chi parla e di chi ascolta siano convergenti e non è opportuno fare dei tentativi perché vengano modificate. Ciò che conta è dare dignità a ogni verità, anche la più soggettiva.

    L’utilizzo di messaggi in prima persona per comunicare i sentimenti (“Io sento”, “Io provo”). È una tecnica che permette all’altro di entrare in contatto con i vissuti personali: sentendo che l’interlocutore sta comunicando il proprio stato d’animo con autenticità di conseguenza non assumerà un atteggiamento di difesa.

    Utilizzo di segnali di contatto. Questi segnali sono fatti per lo più di sguardi benevoli, sorrisi, cenni di assenso con il capo o con il viso. Sono importanti poiché indicano una presenza incoraggiante e rassicurante, specialmente nei momenti di esitazione e incertezza, senza entrare nel merito dei contenuti della comunicazione. L’abitudine all’ascolto è anche la volontà di prestare attenzione con il desiderio di capire quello che l’altro vuole dire, si sviluppa anche grazie all’esempio che uno dei due interlocutori vuole dare, e come ogni competenza ha bisogno di allenamento ed esercizio continuo.

     

     

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