RITROVARE IL PROPRIO PRESENTE CON LA MINDFULLNESS

    Dal momento che abbiamo a disposizione molto tempo da dedicare a noi stessi e alla nostra famiglia potremo incorrere, in questo periodo, anche a stress provocato dalla convivenza ristretta. La nostra mente avendo molto tempo a disposizione può iniziare a vagare tra passato e futuro, e così rimanere stressata anche se non si attuano le azioni quotidiane che facevamo precedentemente.

    Per esempio, se pensiamo al passato possiamo imparare da esso, allo stesso tempo non possiamo riviverlo, e se pensare al futuro possiamo immaginarlo, senza avere la completa certezza di come sarà. Un errore in cui si incorre nella maggior parte delle nostre abitudini di pensiero è quello di rimuginare nel passato o essere in ansia per il futuro. Se la nostra attenzione si muove tra passato e futuro rischiamo di perdere informazioni importanti, o farci scappare un’opportunità, o comunicare in modo superficiale e rischiare incomprensioni con gli altri.

    Se riflettiamo attentamente, questa mancanza di attenzione per il presente, non si vive solo in questo periodo particolare, se pensiamo alla nostra quotidianità in una condizione normale, sappiamo che la maggior parte di noi agisce con il pilota automatico inserito, il nostro corpo è presente, fa le cose in maniera automatica, ma la mente spesso è altrove. Anche la continua connessione con gli strumenti digitali non ci permette di vivere pienamente il presente, perché ovunque siamo, è come se non ci fossimo.

    Lo Studio dell’Univesità di Harvard ha dimostrato che la mente umana si distrae il 46,9% del tempo, qualunque cosa faccia. I soggetti oggetto dello studio, dichiaravano sistematicamente di essere più felici quando la mente era concentrata su ciò che facevano. Questo significa che il nostro livello di felicità è strettamente legato alla capacità di essere presenti alle nostre azioni.

    La Mindfulness può venirci in aiuto, questa tecnica significa prestare attenzione in modo specifico con intenzionalità, nel qui ed ora e senza giudizio.

    Il concetto di Mindfulness deriva dagli insegnamenti del Buddissmo, dello zen, e dalle pratiche di meditazione yoga; negli Stati Uniti Jon Kabat Zinn e il monaco Buddista Thich Nhat Hanh hanno creato questo modello di tecniche per poi essere utilizzate in alcune discipline mediche e psicoterapeutiche.

    La pratica della mindfulness ci permette di comprendere che i pensieri vanno e vengono e che i pensieri sono solo pensieri, la consapevolezza che ne deriva ci permette di cogliere i nostri schemi di pensiero negativi prima che questi ci travolgano e risucchino in una spirale discendente, restituendoci il controllo della nostra vita.             

    Possiamo praticare la Mindfullness in due modi: la pratica informale ossia mentre stiamo svolgendo le nostre azioni quotidiane, e la pratica formale in cui ci fermiamo per dedicare del tempo alla meditazione. Di seguito due piccoli esempi che ti suggerisco di provare:

    Pratica informale: in diversi momenti della giornata, imposta alcuni allarmi sul tuo telefono ogni volta che suona l’allarme fermati, chiediti cosa stai pensando e cosa fai in quel momento. Stai realmente prestando attenzione a quello che stai facendo?

    Sei nel presente? O la tua mente è rivolta a qualcosa nel futuro o nel passato?

    Pratica formale:

    Sediamoci in una posizione comoda, con la schiena dritta e facendo attenzione a non irrigidirci chiudiamo gli occhi, se questo non ci crea disagio.  Ora, portiamo la nostra attenzione al nostro respiro. Non dobbiamo cercare di controllarlo e nemmeno di modificarlo, dobbiamo semplicemente sentirlo scorrere, attimo dopo attimo, osserviamo l’aria che entra e che esce dal nostro corpo, cerchiamo di seguirne il flusso, sintonizzandoci con il ritmo della nostra respirazione, senza forzare nulla, senza modificare nulla, dobbiamo solo sentirlo. Partiamo da una pratica di 5 minuti per arrivare fino a 15 minuti.

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