EMPATIA, COME SVILUPPARLA?

    Empatia. Da un po’ di anni se ne parla, e ormai è parte del nostro vocabolario. La domanda che sorge è: perché non riusciamo a praticarla così facilmente?

    Se l’empatia è la capacità di comprendere appieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore, l’empatia ci permette di analizzare il contesto in cui vive l’altro in prospettiva, capire il suo vissuto, il suo modo di pensare e quindi di sentire. Tutto questo permette di comprendere le emozioni che prova, i pensieri e le motivazioni che la guidano.

    Il “sentire dentro” e “mettersi nei panni dell’altro”, è una capacità che fa parte dell’esperienza umana ed animale: pur essendo nel nostro bagaglio degli attrezzi, è anche vero che la società nella quale viviamo sembra praticarla molto poco se non per nulla. Sui giornali che leggiamo ogni giorno aumentano gli articoli di psicologia e crescita personale; allo stesso tempo sembrano aumentare anche fatti e avvenimenti che mostrano persone completamente privi di questa facoltà.

    Come posso aumentare la mia capacità di sentire ciò che sente l’altro?

    L’empatia è un’esperienza precocissima che si crea all’interno di una relazione significativa, quella genitoriale. Se questa capacità viene vissuta ripetutamente e favorita dal contesto in cui si nasce e si cresce, si costruiranno relazioni felici e appaganti. Se, invece, fin da età infantile non si riesce a farne esperienza, cioè le figure di riferimento non riescono a empatizzare con il nostro vissuto, si aprono le porte a relazioni difficili.

    L’empatia permette di mettere in atto comportamenti che avvicinano le persone anziché allontanarle. Essere empatici è importante perché grazie alla comprensione del vissuto dell’altro possiamo orientare il nostro comportamento verso l’aiuto anziché verso l’aggressività.

    Proprio per questo motivo, anche negli ambienti di lavoro l’empatia è una caratteristica alla quale si dà sempre maggiore importanza soprattutto per i ruoli direzionali. Se siamo leader di un gruppo di lavoro come possiamo aumentare la comprensione delle e tra le persone che gestiamo?

    Alcuni scienziati della Penn State University (USA) e dell’Università di Toronto hanno formulato un test psicologico per capire se e quanto gli sforzi cognitivi ossia la “fatica mentale”, possano agire da ostacoli nella disponibilità a empatizzare. Nei questionari la maggior parte delle persone ha descritto la richiesta a empatizzare come “un compito impegnativo” un’incombenza sulla quale si sentivano “meno preparati”.

    Se riteniamo questa attitudine importante e allo stesso tempo faticosa da sviluppare, come possiamo aumentare le nostre possibilità di essere empatici?

    Alcuni passi per aumentare l’empatia:

    • Soffermiamoci a pensare al contesto in cui ha vissuto il nostro interlocutore, se non conosciamo il suo contesto passato a seconda dell’ambiente della nostra interazione ci potrà bastare il suo contesto recente
    • Proviamo di capire come la persona pensa o sente attraverso delle domande
    • Cerchiamo di capire le cose che sono importanti per il nostro interlocutore
    • Proviamo per un attimo a immaginarci al suo posto chiudendo gli occhi

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